La Cooperativa Sociale Agricola TerraViva è nata ufficialmente il 15 settembre 2011 attraverso il PROGETTO P.E.R.S.O.N.A. presentato dalla Cooperativa Sociale Al Plurale e finanziato da Esprit, organo preposto della Regione Toscana.

I principali partner di Al Plurale nella fondazione di questa nuova Cooperativa sono stati la Cooperativa Sociale Progetto 5, l’Associazione Vivere Insieme e l’Associazione Famiglia Insieme; al fianco di queste realtà si sono manifestati nuovi soci come l’Associazione Sichem e importanti inserimenti lavorativi.

Il progetto è stato avviato in Località il Casolino – San Leo, dove con la Fraternita dei Laici di Arezzo abbiamo un contratto di affitto per la lavorazione di tre ettari e mezzo di terreno agricolo e 50 olivi.

Come soci e partecipanti alla realtà delle Cooperative Sociali di tipo B, vogliamo offrire a persone in situazioni di disagio una possibilità di orientamento formativo, sostegno alla progettualità futura, formazione professionale e inserimento lavorativo, fondamentali per lo sviluppo dell’individualità e per l’integrazione sociale connessa ai processi di scelta consapevole e all’individuazione di traguardi raggiungibili e desiderabili.

La scelta dell’agricoltura come ambito di supporto a percorsi terapeutico-riabilitativi e per l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale non è casuale. Le attività agricole, e in particolare quelle nel settore biologico, presentano infatti alcune peculiarità particolarmente favorevoli allo scopo. Tra le caratteristiche che rendono l’azienda agricola biologica un contesto potenzialmente inclusivo di soggetti fragili rientrano:

  1. l’organizzazione dell’unità di produzione, che può essere estremamente duttile (infatti gli ordinamenti produttivi possono essere scelti in un ventaglio molto ampio di possibilità che include attività in pieno campo e al coperto, di varie coltivazioni , a ciclo breve o a ciclo lungo, etc.);
  2. le modalità con cui può essere svolto un processo produttivo (lavoro in un ambiente aperto, a contatto con la natura);
  3. gli obiettivi che guidano le scelte dell’imprenditore, orientati non solo alla massimizzazione di un parametro economico, ma anche al conseguimento di risultati di carattere sociale;
  4. l’adozione di tecniche di produzione non esclusivamente inserite in una logica puramente economica ma anche in una prospettiva di efficienza sociale.

Rimettere al centro l’uomo significa dare a chiunque lavori nell’azienda agricola un senso di responsabilità rispetto all’attività che sta svolgendo. Ilbiologico riposiziona questo sapere al centro del processotecnologico e ne rende tutti protagonisti. È evidente che questo aspetto è forse l’elemento di partenzafondamentale per la costruzione di una propriaautostima che è alla base di qualsiasi percorso diinserimento. L’azienda biologica è quindi il luogoideale per avviare questo percorso.

Nota: Video realizzato dall’emittente di Arezzo Tele San Domenico, per la trasmissione Le Radici del Futuro.